Cultura e Memoria - Spi Cgil Abruzzo Molise http://www.spicgilabruzzomolise.it Wed, 27 Sep 2023 05:40:35 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it K.Z. Disegni degli internati nei campi di concentramento nazifascisti http://www.spicgilabruzzomolise.it/chieti1/attivita/cultura-e-memoria/k-z-disegni-degli-internati-nei-campi-di-concentramento-nazifascisti.html http://www.spicgilabruzzomolise.it/chieti1/attivita/cultura-e-memoria/k-z-disegni-degli-internati-nei-campi-di-concentramento-nazifascisti.html K.Z. Disegni degli internati nei campi di concentramento nazifascisti
Lo SPI CGIL di Chieti in collaborazione con l’Anpi di Vasto, in occasione delle attività per il Giorno della Memoria,

ha organizzato dal 24 al 29 gennaio, presso il Centro Culturale Aldo Moro di San Salvo 10:30 - 12:30 e 16:00 - 19:00, e dal 30 gennaio all'11 febbraio 8:30 -12:30, presso  l’Istituto Tecnico Economico Tecnologico F. Palizzi di Vasto, la mostra “K.Z. Disegni degli internati nei campi di concentramento nazifascisti”.

La mostra, dedicata “alle vittime delle barbarie di tutti i tempi”, propone oltre 130 disegni realizzati con mezzi e in condizioni di fortuna dai prigionieri di 13 nazionalità diverse nei campi di concentramento nazifascisti, individuati e fotografati dall’artista e scrittore Arturo Benvenuti nel corso degli anni Settanta. È tratta dall’omonimo libro di Benvenuti edito dalla casa editrice BeccoGiallo.

Le immagini dicono quello che la parola non sa dire. Alcune hanno la forza immediata dell'arte, ma tutte hanno la forza cruda dell'occhio che ha visto e che trasmette la sua indignazione.

Al Palizzi la mostra è stata presentata nell’aula magna dell’istituto, dal presidente dell’Anpi Vasto Domenico Cavacini, da Alessia Antenucci, segretaria provinciale SPI‐CGIL e dalla dirigente dell’Itset Nicoletta Del Re.

Dice Alessia Antenucci dopo la presentazione: Bellissima, emozionante, toccante inziativa con i ragazzi del Palizzi di Vasto. ....Emozionante è vedere la bandiera dello SPI Cgil dentro una scuola.. Abbiamo inaugurato la mostra adesso. Allievi del Palizzi in queste due settimane accoglieranno ragazzi e ragazze di altri istituti scolastici e saranno loro stessi a spiegare la mostra … La dirigente scolastica nel presentarmi ai ragazzi mi ha chiesto come mai una giovane donna alla guida di un sindacato di pensionati. Ho risposto che per la nostra organizzazione il rapporto intergenerazionale è alla base di tutto e che da questo rapporto stanno nascendo numerose iniziative sul territorio come quella di oggi…   

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loretta.delpapa48@gmail.com (Redazione Regionale) Cultura e memoria Thu, 02 Feb 2023 12:43:22 +0000
27 gennaio 2022 Giorno della Memoria http://www.spicgilabruzzomolise.it/chieti1/attivita/cultura-e-memoria/27-gennaio-2022-giorno-della-memoria.html http://www.spicgilabruzzomolise.it/chieti1/attivita/cultura-e-memoria/27-gennaio-2022-giorno-della-memoria.html 27 gennaio 2022 Giorno della Memoria
Il comunicato dello Spi Cgil Chieti. Nel 1939 Samuel Grauer, polacco e sua moglie Rosa Klinisberg tedesca, di religione ebraica fuggono da Danzica e arrivano a Trieste, ove nasce il…

Anche in Italia, nel 1938 sono state emanate leggi razziali dal regime fascista. Siamo purtroppo nel pieno del secondo conflitto mondiale. Guerra e razzismo generano campi di concentramento e di internamento; tanti gli sventurati spostati da un campo all'altro.

La famiglia Grauer da Trieste è trasferita a Casoli. Samuel è dirottato a Orsogna, come internato libero. La moglie Rosa, ricoverata in ospedale a Lanciano, dà alla luce, il 4 febbraio 1942, Tito.Tutta la famiglia si sposta a Castelfremano. Sono però arrestati a Lanciano il 4 febbraio 1943.Trasferiti a Chieti, alla caserma di L'Aquila, al carcere di Milano, il 30 gennaio 1944. Da Milano. il convoglio della morte li porta ad Auschwitz il 6 febbra io 1944. Tutti i bambini ebrei sotto i 14 anni non in grado di lavorare erano sterminati nelle camere a gas. E così Marco dl 4 anni e Tito di 2 sono assassinati. Muoiono i genitori Samuel e Rosa, anche se non si conosce la data del loro massacro.

È un esempio di milioni di esseri umani. Contro questa barbarie si organizzarono bande armate; prima tra tutte la Brigata Maiella nata per difendere terre e case dalle razzie e dalle violenze naziste. I fascisti che, dopo l 'armistizio dell'8 settembre 1943, avevano aderito alla Repubblica di Salò, collaborarono e obbedirono al nazlstl. La zona del Sangro-Aventino tra ìl 1943 e il 1944 ha conosciuto crudeltà, violenza, uccisioni, massacri, distruzioni, strupri, ruberie.

In collaborazione con alcune Scuole di Lanciano a ricordo e monito per tutti i cittadini e soprattutto per le nuove generazioni abbiamo posizionato nel Giardino della Memoria una targa con i nomi di Marco e Tito Grauer di 4 e 2 anni assassinati dai nazifascistl.

A chi afferma che il fascismo è acqua passata, occorre rispondere che il fascismo oggi è già presente in Italia e altrove, gli manca solo il potere che cerca di conquistare. È una forma diversa di fascismo che si ripresenta sotto mentite spoglie. Primo Levi, scampato ad Auschwitz, autore di Se questo è un uomo, scriveva e diceva che il nazismo era un tumore iniziato con il fascismo in Italia e che il lager era la conclusione, la sua realizzazione. L'alibi degli italiani è che queste cose orribili le hanno fatte loro, i tedeschi, non gli Italiani.

Senza contare, poi, che anche in Italia ci sono stati campi di concentramento e località di intemamento, ben 16 in provincia di Chieri (Archi,Atessa, Bomba, Casoli, Castelfrentano, Casciglione Messer Marino, Chieti, Guardiagrele, Lama dei Peligni, Lanciano, Orsogna, Pizzoferrato, Rapino, Tollo, Vasto marina, Villa Santa Maria).

Oggi, nel pieno di una terribile e spesso mortale pandemia cè chi non ha fiducia nella Scienza. C'è poi chi, in totale malafede e strumentalmente, approfittando della pandemia, cerca di guadagnare consensi elettorali, paragonando gli atroci crimini nazifascisti, all'obbligo delle mascherine, del green pass e di tutte le precauzioni messe in campo dalla Scienza medìca.

L 'accostamenio della persecuzione subita dagli ebrei durante la Shoah all'introduzione del green pass significa fare un uso distorto e vergognoso della storia e della memoria che noi condanniamo fermamente.

La memoria non si deve mai cancellare per non ripetere gli errori del passato. Lo Spi Cgil si adopera e si adopererà per trasferirla ai più giovani, alle nuove generazioni che non hanno vissuto gli orrori e le barbarie della guerra, della dittatura fascista e nazista, dell'odio e dello sterminio.

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loretta.delpapa48@gmail.com (Redazione Regionale) Cultura e memoria Thu, 27 Jan 2022 15:44:39 +0000
Brisighella: omaggio ai caduti della Brigata Maiella http://www.spicgilabruzzomolise.it/chieti1/attivita/cultura-e-memoria/brisighella-omaggio-ai-caduti-della-brigata-maiella.html http://www.spicgilabruzzomolise.it/chieti1/attivita/cultura-e-memoria/brisighella-omaggio-ai-caduti-della-brigata-maiella.html Brisighella
Lo Spi Cgil di Chieti ha reso omaggio ai caduti del valoroso corpo abruzzese “Brigata Maiella”.

Al comando dell'Avv. Troilo nei giorni 3-4-5 Dicembre del 1944 la Brigata liberò Brisighella dall’occupazione dei tedeschi dopo una sanguinosa e vittoriosa battaglia dove eroicamente persero la vita:

Cesare Mannocchi (19 anni), Oscar Fuà (17 anni), Angelo Di Guglielmo (21 anni), Sebastiano Falcone (29 anni), Antonio Presutti (21 anni) e Michele Mastroippolito (29 anni).

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loretta.delpapa48@gmail.com (Redazione Regionale) Cultura e memoria Sat, 14 Dec 2019 08:33:56 +0000
Centouno anni di Elvira Di Fulvio http://www.spicgilabruzzomolise.it/chieti1/attivita/cultura-e-memoria/centouno-anni-di-elvira-di-fulvio1.html http://www.spicgilabruzzomolise.it/chieti1/attivita/cultura-e-memoria/centouno-anni-di-elvira-di-fulvio1.html Centouno anni di Elvira Di Fulvio
Lo SPI-CGIL di Chieti Festeggia i 101 anni di Di Fulvio Elvira nata il 26/9/1915. Lo SPI Provinciale e la Lega di Chieti in occasione dei centouno anni di Di…

“Lo Spi rivolge tante felicitazioni ed Auguri di Serenità”. Cento anni e più sono traguardi straordinari, vivili con gioia e con affetto dei tuoi cari e di chi ti vuole bene. Il tuo sindacato è onorato di averti da tanti anni tra i suoi iscritti, di essere pare della grande famiglia della CGIL, che anche con il tuo contributo, da oltre 100 anni si batte per la difesa e la promozione dei diritti del mondo del lavoro, dei pensionati e delle persone anziane. BUON COMPLEANNO “101 ANNI DALLA PARTE GIUSTA”

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frarre95@gmail.com (Redazione) Cultura e memoria Wed, 05 Oct 2016 00:00:00 +0000
Festa dei nonni: lo Spi CGIL di Chieti li festeggia al "nido" http://www.spicgilabruzzomolise.it/chieti1/attivita/cultura-e-memoria/festa-dei-nonni.html http://www.spicgilabruzzomolise.it/chieti1/attivita/cultura-e-memoria/festa-dei-nonni.html Festa dei nonni: lo Spi CGIL di Chieti li festeggia al "nido"
Festa dei nonni Lunedì 3 Ottobre 2016 Nido d'infanzia "La casa delle bambine e dei bambini" Guardiagrele (Ch) via Occidentale.

Lo SPI-CGIL di Chieti festeggia i nonni al nido Comunale di Guardiagrele. All'iniziativa parteciperanno: Gianna Paola Di Virgilio Segretaria Provinciale SPI Chieti, Mina Cilloni della Segreteria Nazionale dello SPI, Germano Di Laudo Segretario Provinciale CGIL, Candido Calabrese segreteria Provinciale SPI, il Sindaco del Comune di Guardiagrele Simone Dal Pozzo.

Nonni e bambini rappresenteranno una favola dal tema “le pallotte cace e ove”. Il racconto del cibo attraverso le favole.

Il Sindacato Pensionati della CGIL in collaborazione con il Comune di Guardiagrele e la Cooperativa Scintilla che lavora all’interno della struttura di Guardiagrele, si prefiggono l’obiettivo di promuovere il confronto generazionale con particolare riferimento all’aspetto alimentare come sana tradizione culturale di un antica civiltà contadina fondata su prodotti genuini e naturali, rispettosi dei tempi della natura, nonché il confronto/rapporto a livello affettivo che vede i nonni attori di una stagione nuova della vita.

Attraverso queste favole i bambini e i nonni possono cercare di capire e conoscere la tradizione gastronomica dei nostri territori e porsi l’interrogativo…ma sappiamo in effetti cosa mangiamo?

Quest’anno lo SPI-CGIL vuole dare un valore aggiunto all’iniziativa con la scelta della struttura pubblica di Guardiagrele, puntando il riflettore su un asilo nido curato nei minimi particolari e portato avanti con grande professionalità che possiamo definire il “fiore all’occhiello” del nostro territorio.

Tra le tante attività del Sindacato Pensionati vi è la contrattazione sociale che la stessa Organizzazione cura nei confronti di Amministrazioni Locali ed Enti d’ambito Sociale, puntando al miglioramento delle condizioni di vita delle persone. Spesso ci si imbatte con strutture che non sempre funzionano per mancanza di risorse adeguate. Questa iniziativa vuole invece valorizzare la scelta politica dell’Amministrazione Comunale di Guardiagrele, portata avanti negli anni con investimento di risorse “mirate” per servizi alla comunità. Gianna Paola Di Virgilio Segretaria Provinciale Generale SPI-CGIL.

L'articolo del giornale "il centro " edizione Chieti

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frarre95@gmail.com (Redazione) Cultura e memoria Sat, 24 Sep 2016 00:00:00 +0000
Premio Nazionale di poesia in dialetto http://www.spicgilabruzzomolise.it/chieti1/attivita/cultura-e-memoria/premio-nazionale-di-poesia-in-dialetto.html http://www.spicgilabruzzomolise.it/chieti1/attivita/cultura-e-memoria/premio-nazionale-di-poesia-in-dialetto.html Premio Nazionale di poesia in dialetto

Premio nazionale di poesia in dialetto. Vie della memoria Vittorio Monaco. VII edizione.

La cerimonia di premiazione è prevista per  sabato 24 settembre 2016.

 

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frarre95@gmail.com (Redazione) Cultura e memoria Tue, 06 Sep 2016 00:00:00 +0000
I Partigiani hanno pagato con la loro vita il "prezzo della libertà" http://www.spicgilabruzzomolise.it/chieti1/attivita/cultura-e-memoria/i-partigiani-hanno-pagato-con-la-loro-vita-il-prezzo-della-liberta.html http://www.spicgilabruzzomolise.it/chieti1/attivita/cultura-e-memoria/i-partigiani-hanno-pagato-con-la-loro-vita-il-prezzo-della-liberta.html I Partigiani hanno pagato con la loro vita il "prezzo della libertà"
In occasione della Festa SPI-CGIL Lega Sangro Aventino, i pensionati della Provincia di Chieti e tutte le Autorità, hanno reso omaggio ai partigiani della Brigata Maiella.

I Partigiani hanno pagato con la loro vita il "prezzo della libertà". 

 

  

  

 

 

 

 

 

 

 

 

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frarre95@gmail.com (Redazione) Cultura e memoria Mon, 08 Aug 2016 00:00:00 +0000
Lega Sangro aventino: Lama dei Peligni festeggia due centenarie iscritte allo SPI CGIL http://www.spicgilabruzzomolise.it/chieti1/attivita/cultura-e-memoria/lega-sangro-aventino.html http://www.spicgilabruzzomolise.it/chieti1/attivita/cultura-e-memoria/lega-sangro-aventino.html Lega Sangro aventino: Lama dei Peligni festeggia due centenarie iscritte allo SPI CGIL
"Questo bicchiere bello e rotondo Io non lo lascio se non vedo il fondo". Così ha brindato Giovina Borrelli di cento anni, casalinga contadina, vissuta a cavallo 

 di due guerre mondiali con l’orgoglio di essere da sempre iscritta allo SPI. A Giovina l’INPS ha sospeso da qualche mese la pensione non per limiti di età!!! Ma perché non ha rispedito il modello RED. Lo SPI ha provveduto e tutto è tornato normale.

“Pensavi di arrivare a 100 anni?” chiedo a Giulia Di Lallo. La risposta secca:” “no”. Madre di due figli professionalmente inseriti nella società ed anch’essi pensionati. Giulia è orgogliosa di quanto realizzato nella sua lunga esistenza che, confessa :”Ha vulate!” Cento anni sono letteralmente volati via.

Accomuna queste due centenarie la località:

Lama De’ Peligni ridente località dell’Abruzzo interno sede di un Museo e centro del Parco Nazionale della Maiella in cui hanno ritrovato vita i camosci d’Abruzzo. Giovina e Giulia mi hanno confidato che camminavano e camminano ancora a piedi, non hanno quasi mai esagerato a tavola, prediligendo i prodotti della campagna e poca carne direttamente allevata in loco. Ho consegnato, a nome dello SPI, una targa, dei fiori ed una pergamena per la loro fedeltà sindacale.

Gianna Paola Di  Virgilio Segr. Gen SPI CGIL CHIETI

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frarre95@gmail.com (Redazione) Cultura e memoria Sun, 05 Jun 2016 00:00:00 +0000
I cento anni di Maria Di Giovanni http://www.spicgilabruzzomolise.it/chieti1/attivita/cultura-e-memoria/i-cento-anni-di-maria-di-giovanni.html http://www.spicgilabruzzomolise.it/chieti1/attivita/cultura-e-memoria/i-cento-anni-di-maria-di-giovanni.html I cento anni di Maria Di Giovanni
Maria Di Giovanni pensionata iscritta allo Spi Lega Foro Alento Ortonese ha compiuto 100 anni.

La festeggiamo facendole omaggio di una targa che testimonia i tanti anni di iscrizione al Sindacato pensionati della CGIL.  

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roberto.ettorre@gmail.com (Redazione) Cultura e memoria Tue, 29 Mar 2016 00:00:00 +0000
Era il 27 gennaio 1945 esattamente 70 anni fa.. http://www.spicgilabruzzomolise.it/chieti1/attivita/cultura-e-memoria/era-il-27-gennaio-1945-esattamente-70-anni-fa.html http://www.spicgilabruzzomolise.it/chieti1/attivita/cultura-e-memoria/era-il-27-gennaio-1945-esattamente-70-anni-fa.html Era il 27 gennaio 1945 esattamente 70 anni fa..
Era il 27 gennaio 1945 esattamente 70 anni fa, quando l’armata rossa in marcia verso la Germania, entrò nel campo di sterminio di Auschwitz, in Polonia, liberandolo dal controllo dei…

Pace e convivenza fra i popoli hanno rappresentato per noi il filo conduttore della nostra esistenza e del nostro impegno quotidiano in tutti questi anni di militanza sia politica che sindacale. Per queste ragioni, prevale un profondo sgomento, quando assistiamo ad atti di terrorismo come quello dei giorni scorsi a PARIGI. Per questo abbiamo coinvolto i giovani studenti, perché di questo vogliamo parlare. Ringrazio tutti i presenti, ma consentitemi un ringraziamento particolare ai ragazzi delle 5^ classi dell’Istituto Tecnico che sono con noi questa mattina Nina – Davide –Sara e Francesco che interverranno. Ai Professori D’Angelo e Bianco che hanno lavorato con loro e al Preside dell’Istituto Prof. Gianni Orecchioni al quale abbiamo affidato la Relazione ai nostri lavori. Ringrazio l’ANPI nella persona del Presidente Tonino Innaurato, il Partigiano Ciarelli che è con noi e interverrà ai nostri lavori. Ringrazio il Comune di Lanciano per il patrocinio dato alla nostra iniziativa …Il Sindaco e Presidente della Provincia Dott. Mario Pupillo. Ringraziamo la CGIL di Chieti, è con noi Germano di Laudo Segretario Provinciale, La Segretaria Regionale Giovanna Zippilli e il Segretario Nazionale Beniamino Lami che concluderà i nostri lavori. Tutti pensionati presenti: di Teramo con il segretario Prov.le Geppino Oleandro di Pescara con il segretario Provinciale Paolo Castellucci Le delegazioni delle leghe di tutta la Provincia di Chieti e ,,,, un grazie particolare per l’apporto prezioso, le idee e l’impegno va a tutta la Lega di Lanciano –al segretario Lucio Casciato alla Presidente Silvia Innocenti alla Segreteria e Direttivo, che hanno organizzato il nostro evento. A questo punto la parola alla Prof. Silvia Innocenti per la presentazione dei nostri lavori.

Saluto del Sindaco, Relazione Introduttiva, Saluto Segr. CGIL, Saluto Segr. Reg.le, Presidente ANPI, Partigiano, Ragazzi, Figlia di Partigiano, Conclusioni.

OMAGGIO ai ragazzi Poesia Primo Levi “se questo è un uomo”

 

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CON GLI OCCHI DI TITO E MARCO

(Classe 5 sezione C Liceo scientifico “G.Galilei” Lanciano )

Lanciano, novembre 1943 La figura di una madre che riserva le ultime cure ai propri figli è l’ultima immagine a colori della famiglia Grauer; lei è intenta a chiudere le giacche, per tenere il gelo fuori e il caldo vicino al cuore, che sente, percepisce emozioni, che comprende e conosce, che parla delicatamente d’amore. Controlla le valigie, ordina i capelli, prende un cappello e dei guanti che potrebbero servire, l’ombrello no, è troppo ingombrante e potrebbe essere d’intralcio. Sono pronti ad uscire, con quella sensazione di aver dimenticato qualcosa, come quando si parte per una vacanza, più o meno lunga. Come se avessero avuto il diritto di scegliere dove andare e la possibilità di indossare o portare con sé qualcosa che ricordasse la vita prima della partenza. Lei avrebbe voluto infilare al polso il braccialetto della nonna, che sua madre le aveva regalato, e che le ricordava il valore di un legame oltre il tempo e lo spazio di questa terra, ma si ferma un attimo a pensare. Così lo scioglie delicatamente dal polso e lo nasconde sotto una mattonella un po’ ballerina, con il desiderio di poter tornare presto a prenderlo, e con la serenità, almeno, di non dover portare con sé il peso di una libertà spezzata ed offesa, che le stringeva la gola, quasi a soffocarla. Tende una mano a Marco e l’altra a Tito, per rassicurarli che in fondo sarà un bel viaggio, che staranno sempre insieme a vivere il futuro. Poi chiude gli occhi per un secondo, e li riapre verso suo marito, in cerca di una piccola sicurezza, di una dolce speranza anche per sé. Lui è alto, ha un portamento quasi solenne e un’espressione statica sul viso, a metà tra preoccupazione e fretta. Cammina veloce davanti al resto della sua famiglia, per sapere per primo cosa li aspetta, per potersi girare, e vederli arrivare, insieme, un’ultima volta. Vorrebbe concedersi qualche minuto per ricordare, ma non c’è tempo. Schnell! Schnell! Si sente urlare. In viaggio verso il campo di concentramento di Bagno a Ripoli, dicembre 1943 C’è un caldo finto nel vagone che si muove, fatto di affanni e sospiri, di preoccupazioni, di paure, di remote speranze che tutto sia solo un brutto sogno. Si vede solo un’apertura, in alto, dove può passare qualche raggio di sole, o di luna. L’aria è fredda, ogni volta che entra nei polmoni ha il sapore di una lama tagliente. I bambini hanno sonno. Tito vuole dormire in braccio alla sua mamma, ma lei non riesce ad allungarsi, non c’è spazio, così lui si stringe ai suoi piedi, stanchi, aggrappato alle sue gambe come fossero un cuscino. Marco lo imita, con la leggerezza che ha solo un fratello maggiore quando prende esempio dal più piccolo, e si appoggia sulle gambe del padre, più robuste sì, ma anch’esse fragili di fronte al carico enorme del proprio destino. I bambini non sono abituati ad essere ammassati, non sanno dormire sulle tavole di legno, non conoscono la stanchezza che ti assale e ti annienta. Non sanno dare un nome alle cose che stanno vivendo perché nessuno gliel’aveva mai insegnate prima. Si aggrappano ad un gesto, ad una parola, ad un sorriso, ad una carezza. La fame poi, che mai avevano conosciuto, li stordisce, li fa piagnucolare, gli contorce il viso, gli annebbia lo sguardo. Tutti su quel maledetto vagone smettono pian piano di essere umani e lentamente assumono le sembianze di Sofferenza, Dolore, Paura, Rabbia, Rassegnazione, Sconfitta, Dio, Crudeltà, Violenza, Odio. Carcere di Milano, gennaio 1944 I bambini non sono abituati a vedere le grate alle finestre, a sentire urla continue. Di notte passano veloci i guardiani delle celle, puntano una torcia nello spioncino della porta e imprecano qualcosa, forse per il freddo, forse per la rabbia o soltanto per noia, e poi vanno via, lasciando negli occhi di Marco e di Tito quelle macchie scure che si formano quando si fissa la luce dopo un lungo periodo di buio. I bambini hanno una visione del mondo colorata, ampia, sottile a tal punto da percepire ciò che i grandi fanno fatica a capire, eppure in quella stanza i colori sbiadiscono, il mondo appare all’improvviso in bianco e nero. Fuggono i sogni dai pugni stretti dei bambini, come tante volte sono volati via i palloncini colorati e leggeri acquistati alla festa del paese. Quella stanza è solo un luogo disperato fatto di leggeri brusii e urla strazianti, di pianti convulsi, isterici e di un silenzio pesante, freddo, inquietante. Tito gioca con gli altri piccoli bambini che sono lì accanto, come per voler ritrovare e tuffarsi ancora in quel mondo colorato che era stato fino a qualche giorno prima il suo terreno di gioco. Marco, che sapeva già leggere e scrivere, provava a ricordare la sua poesia preferita, quella che aveva ripetuto a Natale: l’aveva imparata da poco e ne andava fiero. Provava, ma non ci riusciva. Non gli tornava in mente la prima parola, quella che ha il compito di sciogliere l’intricata matassa di versi e strofe e che d’incanto fa scivolare la poesia fuori dalla mente. E’ come paralizzato, al posto delle rime gli tornano in mente suoni duri, aggressivi, pronunciati e masticati tra i denti come se provenissero da un cane che ringhia. Tito e Marco, e gli altri bambini, non sanno più distinguere bene le facce degli uomini in uniforme che assumono tutti lo stesso aspetto. Non sanno che stanno diventando solo un corpo da smaltire o da seviziare. La loro ingenuità li preserva dalla consapevolezza. Sono convinti che tutto finirà presto, credono a chi ha detto loro che la notte passerà in fretta e che torneranno a sorridere e a giocare allegri, sotto il cielo azzurro del loro avvenire. Nessuno gli ha spiegato, però, qual è la scadenza del loro tempo, né dove lo finiranno. Convoglio n.6, febbraio 1944 Tito trascorre il suo secondo compleanno sul treno che lo porta ad Auschwitz, inconsapevole di essere cresciuto fisicamente troppo poco per sopravvivere. Qualcuno dice che li stanno portando oltre oceano, che presto vivranno su una terra nuova dove potranno rialzarsi e non essere mai più curvi, mai più ripiegati su se stessi. Molti hanno perso ormai la cognizione del tempo e dello spazio, sono animali in gabbia, destinati al macello. Samuel e Maria, il papà e la mamma di Tito e Marco, sono quasi diventati irriconoscibili allo sguardo dei loro piccoli, incutono timore. Gli occhi della madre sono avvolti in un alone scuro di stanchezza, di rinuncia, di sonno perduto. Sono diventati opachi, spenti, aridi. Il padre ha perso spessore sulle guance, che sono rientrare sotto gli zigomi. E’ dimagrito in fretta, ha smesso quasi di mangiare per lasciare un pezzo di pane in più ai suoi figli. Auschwitz-Birkenau Marco compie quattro anni il giorno in cui entra ad Auschwitz, il primo e l’ultimo per i fratelli. Quando si accorge di aver perso di vista i suoi genitori prende la mano di Tito, la stringe, al punto da far male, da non lasciarla mai più. In fila per due, sulla strada che percorrono i bambini troppo esili o troppo poco speciali per essere oggetto di esperimenti, Marco e Tito camminano mano nella mano. Dall’alto i bambini appaiono come tanti piccoli puntini che formano una lunga serpentina, che barcolla, che sbanda, ma che continua imperterrita ad avanzare. Tito e Marco non si dividono, si guardano, sorridono. Si stringono forte la mano. Sognano insieme. Per sempre. E’ il 6 febbraio del 1944. Agnese Troilo

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frarre95@gmail.com (Redazione) Cultura e memoria Mon, 26 Jan 2015 00:00:00 +0000