Aug 15, 2020 Last Updated 4:05 PM, Aug 3, 2020

8 marzo 2020: annulliamo il corteo ma non la lotta

Pubblicato in Donne
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Coronavirus: annulliamo il corteo e la piazza del 9 marzo, ma moltiplichiamo altre forme creative di mobilitazione in occasione dell’8 marzo nei nostri territori. L’Assemblea femminista #8Marzoaq

costituitasi per l’organizzazione delle giornate di mobilitazione e di sciopero globale femminista e transfemminista dell’8 e 9 marzo 2020, ha deciso di annullare il corteo previsto a L’Aquila il 9 marzo. La decisione è stata presa spontaneamente dall’assemblea prima della circolazione dell’ultima ordinanza governativa contenente disposizioni per limitare il contagio.

Non annulliamo il corteo perché ci dicono di farlo, lo facciamo perché lo riteniamo un atto di assunzione di responsabilità sociale e politica. Il coronavirus è particolarmente aggressivo con i “soggetti a rischio”: donne e uomini anziani o immunodepresse/i o con patologie pregresse. Saremmo scese in piazza anche per loro e per loro rinunciamo al corteo: ci assumiamo la responsabilità collettiva della cura e della tutela reciproca.

Questa scelta è coerente con le nostre lotte: per noi il diritto alla salute è un tema centrale da sempre e in questo momento vogliamo ricordare, tra le altre, le donne e gli uomini, le bambine e i bambini morti a causa delle acciaierie ex-Ilva di Taranto e delle “terre dei fuochi”, gli avvelenamenti progressivi e i disastri ambientali provocati dalle “grandi opere” e l’”epidemia” di morti sul lavoro.

Rinunciamo al corteo del 9 marzo ma non rinunciamo a mettere in luce le contraddizioni sociali e le disuguaglianze sulle quali questa emergenza sociosanitaria si innesta e che contribuisce ad accrescere. Lo smantellamento progressivo del sistema sanitario pubblico nazionale ma anche il grave disinvestimento pubblico nel welfare e nella ricerca scientifica si rivelano adesso più che mai per quello che sono: un suicidio collettivo.

Questa crisi é il chiaro sintomo della necessità di un’inversione di tendenza. Meno welfare significa aumento del carico del lavoro di cura, ancora oggi svolto in prevalenza dalle donne, una realtà sommersa fino a ieri che oggi diventa evidente “grazie” a questa crisi: madri, figlie, mogli, babysitter e badanti non possono fermarsi e se la loro salute può essere più o meno tutelata in quanto lavoratrici, il loro ruolo di cura è ignorato e quindi non c’è previsione di misure adeguate a loro tutela. Senza considerare le conseguenze dell’erosione progressiva, messa in campo in questi decenni, dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori: come si tutelano la salute, l’incolumità e il reddito delle cosiddette partite iva, delle lavoratrici e lavoratori atipici, delle disoccupate e disoccupati, del lavoro precario e di quello sommerso?

Rivendichiamo forme strutturali di sostegno: un reddito di autodeterminazione, un salario minimo europeo e un welfare universale. Le misure precauzionali adottate in questi giorni sono intese a tutela della salute pubblica, ma non possiamo dimenticare che le misure di quarantena domiciliare rischiano di esasperare situazioni di violenza domestica in un contesto in cui le istituzioni hanno portato avanti la chiusura dei luoghi delle donne e dei centri antiviolenza.

Questa crisi ha rivelato con estrema chiarezza la vera natura della società in cui viviamo: una società competitiva, individualista e iniqua che marginalizza e reprime gli “altri”, i più fragili e i più vulnerabili, cancellandoli dal discorso e dallo spazio pubblico. Pur comprendendo le misure adottate rimaniamo vigili e attente verso tutte le misure di sospensione della vita democratica, di repressione del dissenso, di limitazione delle libertà e dei diritti civili e politici fondamentali costituzionalmente garantiti.

Lo strumento dello sciopero ci è attualmente sottratto in molti modi, noi annulliamo il nostro corteo ma non smettiamo di inventare e moltiplicare vie, forme e linguaggi possibili di mobilitazione.

 Coordinamento femminista #8marzoaq

Collettivo FuoriGenere, Associazione Donne TerreMutate, Associazione Donatella Tellini (Centro Antiviolenza e Biblioteca delle Donne),UdS L’Aquila, Link L’Aquila – Studenti Indipendenti, Udu L’Aquila, Arcigay Massimo Consoli, Non Una Di Meno Valle Peligna, Rete Donne Cgil, Coordinamenti Donne Cisl, Uil, Spi Cgil .

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