Aug 13, 2020 Last Updated 4:05 PM, Aug 3, 2020

L'Aquila Ospedale San Salvatore: presidio per una Sanità pubblica e universale

Pubblicato in Salute
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I servizi sanitari pubblici sono un diritto inalienabile previsto dalla nostra Costituzione. Negare tali servizi alle fasce più deboli della popolazione, di cui gli anziani sono parte integrante, è in contrasto con la Legge più importante del nostro Paese ed è non solo immorale, ma anche criminale.

Le aree interne abbandonate al loro destino, i medici di base trasformati in ricettificio, i presidi di prenotazione, nei comuni limitrofi, chiusi e/o mal funzionanti, si aggiungono alle croniche carenze dell’Ospedale San Salvatore che dovrebbe essere il fulcro della sanità nella nostra provincia. Lunghe liste di attesa per accertamenti o visite specialistiche, problemi di prenotazione degli stessi ricadono in particolare sugli anziani. Sono ricorrenti le file interminabili al CUP di L’Aquila con disagi per gli utenti in attesa all’aperto nella prossimità degli uffici.

E purtroppo bisogna constatare che tali carenze non sono dovute alla situazione emergenziale post Covid, ma come segnalato costantemente e ripetutamente dalla CGIL, sono da attribuire a mancata programmazione degli organici, da disorganizzazione e non ultimo, ad affidamento a soggetti esterni, di funzioni importanti quali il sistema di prenotazione.

Il Sindacato Pensionati della CGIL, ha denunciato con manifestazioni, volantinaggi e comunicati stampa la situazione, ma la governance della ASL 1 è sempre stata restia ad affrontare seriamente le problematiche da noi segnalate.

Già il 12 luglio 2019 il Coordinamento Donne dello SPI CGIL Provincia di L’Aquila, ha protestato contro l’interruzione dello screening mammografico e contro i ritardi delle prestazioni dovute alle lungaggine delle liste di attesa e per rivendicare il diritto ad una medicina di genere, nella convinzione che uomini e donne hanno corpi diversi, con diversa sensibilità alle patologie e che quindi necessitano di terapie differenti.

La pandemia da Covid 19 ha messo in evidenza tutti i limiti dell’autonomia regionale in tema di sanità ed ha dimostrato l’inadeguatezza di venti diversi sistemi sanitari regionali, una parcellizzazione che nei fatti si è tradotta in un impoverimento della sanità pubblica e territoriale a favore della sanità privata. Il comportamento spesso negazionista dei disagi e delle carenze da parte della ASL 1 conferma se ce ne fosse bisogno, questa valutazione.

Come SPI CGIL non staremo più ad aspettare improbabili tavoli di confronto, da oggi ci mobilitiamo, ora all’ospedale di L’Aquila, nei prossimi giorni ad Avezzano e Sulmona nell’interesse dei pensionati, degli anziani e di tutti i cittadini della Provincia.

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